404 - Life not found

Cavaliere dell'Apocalisse

XFactor 4 - V puntata

Eccoci qua, al quinto martedì sintonizzati su RaiDue e su Facchinetti che scrive il nome del progamma su led luminosi.
Magicamente veniamo proiettati in un’altra dimensione, qualcosa di ben lontano da divano-tv e anche da Milano-studiotelevisivo, una quarta dimensione parallela a quella a cui siamo abituati il resto della giornata.
Persino i fisici della Nasa cercano di studiare la formula per cui Facchinetti-più-XFactor-più-Egidioallaregia dia come risultato un buco spazio temporale dove il tempo è allungato all’inverosimile.
JJ. Abrams si è servito di effetti speciali, esplosioni magnetiche e cielo violaceo.
A RaiDue bastano un conduttore, un programma televisivo e il suo regista.
Niente effetti speciali, siore e siori, questa è vera magia!
Chissà, un giorno Giacobbo ci delizierà con uno speciale su questo mistero della fisica.
Il tempo è talmente dilatato che Elio si è trasformato in Giuseppe Verdi e il suo vocal coach in Camillo Benso Conte di Cavour senza occhiali.
E mi accorgo ora, solo tramite Youtube, di essermi persa i primi minuti con l’ospitone. Caspiterina.
La prima a cantare è Cassandra, su una sedia elettrica con casco da parrucchiere integrato. Canta Come ti vorrei in un blues troppo urlato per la Tatangelo. In realtà canta molto bene, nonostante sia vestita di merda, ma la Tatangelo, ormai si sa, non capisce una sega.
E’ vestita retrò come se fosse uscita da una televisione in bianco e nero sintonizzata male: ha persino la nebbiolina addosso.
Per allungare il brodo ci mostrano una clip con i percorsi a casaccio di Mara Maionchi.
Anche lei ha ritirato fuori la giacchina a righe verticali.
Oddio, il buco nero del varco dimensionale se li sta inghiottendo tutti!
Oddio, li mastica!
Oddio, li risputa nei primi anni della Rai!
Dov’è la signorina buonasera?
Per farci andare più avanti nel tempo, Ruggero canta Crazy little thing called love. E la fa stranamente bene, con la sua faccia da schiaffi e un pesce rosso nella boccia.
Boccia, tra l’altro, che rasenta le dimensioni di uno dei coglioni che si sono già formati. A fine serata ce li trascineremo dietro come macigni. Anche perchè ci sarà una nuova entrata.
Ma è la volta dei Kymera con Maria di Blondie.
La presentazione di Ruggeri è intrisa di citazioni: punk, Ramones, New York, Tim Burton, Fellini, sua nonna, Talking Heads, Patti Smith, il mio vicino di casa, new wave. Nelle prove aveva citato anche Bowie.
Ruggeri è la classica persona che deve dimostrare di avere cultura infilando nomi a caso in frasi totalmente inutili.
I Kymera cantano peggio del solito, mi fa l’idea che ci siano problemi di audio: l’Angelo della Morte, colui che fa gli acuti, gorgheggia più in basso del solito. Che abbiano cambiato mutande?
Ma ecco arrivare l’esibizione migliore della serata: Nathalie con Cornflake girl di Tori Amos.
Peccato per il microfono in mano, basterebbe la scenografia presente e un fondale a caso e verebbe fuori un videoclip perfetto degno dei passaggi di Mtv.
Stavolta mi incolla allo schermo, ma continuo a pensare che sarebbe perfetta per un porno.
Porno-Factor.
E poi c’è Stefano con Dillo alla luna di Vasco.
Stefano si è fatto cambiare canzone e ha scelto questa che adoraadoraadora e canta malemalemale.
Non sono una fan di Vasco, anche se andrò a vederlo per la prima volta fra un paio di settimane, ma sono una che ha ascoltato Vasco per anni dai cd di mia sorella. Vasco ha un modo di cantare che tende all’unicità, tendenzialmente perchè non sa cantare. Pertanto non puoi farmi un pezzo melodico e poi cercare di imitarlo urlando dove Vasco alza la voce graffiante e graffiata dal troppo fumo.
Stefano fa venire voglia di piangere anche me stavolta.
Mi stupisce che la Tatangelo non gli dica che ha urlato.
Quest’esibizione ha scatenato tutti: la Mara che dice parolacce, Pierpa che vuole commentare dicendo che ha fatto schifo ma con parole migliori delle mie.
Un coglione è caduto e sta già rotolando via, la coperta fa sufficientemente calduccio da farmi da ninna nanna, il divano è accogliente, il mio fido compagno Lord of Nothing dice che non ne può già più, la prima manche è finita e al ballottaggio va Cassandra, non meritata tra l’altro.
Comincia la seconda parte con Manuela e una splendida versione No more i love you’s di Annie Lennox.
Non finisce nemmeno di cantare che Tom si accende una sigaretta post coito: a lui è bastato l’incipit iniziale del video. Io attendo la fine della canzone.
Non c’è niente da dire: bella, brava, bona.
E poi arriva Dorina con Donna della Martini, in cui si mangia le parole e si rotola per terra in una nebbiolina di palline di carta che Tommasini ha scelto per scenografia.
Ma è una canzone contro la violenza sulle donne? Perchè provo l’istinto di fracassarle la testa, allora?
E il vestito da sposa piangente non mi fa provare il minimo di pietà: cessa eri e cessa resti. Qualcuno la tolga dal palco!
Per la gioia degli alternativi Nevruz canta una canzone dei Baustelle, Charlie fa surf.
A me piace Nevruz e devo dire che è stato bravo, ha cantato intonato come sempre e col suo solito stile, nonostante Tommasini abbia deciso di fargli scalare il palco per arrivare sul terrazzino a tirar fuori un cartello con scritto “Non ci verrà mai una crisi di Nevruz”.
La coregrafia/scenografia peggiore, complimenti Tommasini.
Dicevo: a me piace Nevruz, ma non sopporto minimamente i Baustelle con il loro look da “guardami, sono uno sfigato alternativo di sinistra ma colto e leggo i classici russi e faccio l’aperitivo in centro con gli amichetti ma mai e poi mai andrei a manifestare perchè è così fuori moda”.
Combo terribile, quindi. Scelta della canzone, a mio avviso, al pari della scenografia di Tommasini. Andava meglio con Mina.
E poi c’è Davide Efron che ci propone la sua personalissima versione di Amore di plastica della Consoli.
Dico “personalissima versione” perchè per tutto il tempo prima ci hanno fracassato i maroni, ma anche dopo nel giudizio, dicendo che Davide riesce a far sue tutte le canzoni, di qualsiasi tipo esse siano.
No, non è vero. Davide Efron le canta tutte alla stessa maniera, cambia solo le parole e la base sotto.
Allunghiamo ancora il brodo con i talenti incompresi dalla Cina. Qualcuno si chieda il perchè, io non ne ho voglia.
Siamo di nuovo al ballottaggio, il varco temporale ha inglobato i coglioni e li ha fatti tornare piccoli piccoli per poi ingigantirli di botto, secondo il pubblico la peggiore a cantare è stata Manuela.
Così ci troviamo davanti alla diatriba “ma meritavano di andare al ballottaggio?”.
No, sono state fra le migliori della serata e Elio ci fa tranquillamente presente che i peggiori sono stati Stefano e Dorina.
“Ma non puoi dire così, ma perchè, ma come ti permetti, ma guarda i tuoi, ma ce l’hanno con me, ma chi sono stati i peggiori, ma non puoi dire che sono i peggiori, ma che razza di giudice sei”.
Dice la Tatangelo “Elio è una di quelle persone che dice quello che pensa ma non pensa a quello che dice”. E qui ci sarebbe da aprire una parentesi sul vincere sanremoaquindicianni e i luoghi comuni.
La sagra del luogo comune, comunque: prima si chiede chi è il peggiore, poi ci si lamenta se ti dicono che il peggiore è uno dei tuoi.
L’asilo Mariuccia è più avanti, persino il PD ha già fatto le primarie.
Noia, noia a palate.
Quando entrambe la palle sono cadute assieme alle braccia, iniziano la sfida del ballottaggio.
Strafanno un po’ entrambe, cantano bene entrambe, la scelta migliore sarebbe fra andare in tilt il tutto, e invece no.
C’è prima l’appello ai giudici, con leccata di culo di Cassandra sul fatto che metterà la testa a posto.
Ci sono gli occhioni dolci di Manuela e inquadrano la sorella. Dal mio divano partono commenti al limite del porno, assieme a sigarette post coito. Viene creato il termine SILF: Sisters I’d Like to Fuck. Lascio immaginare il resto.
Ci becchiamo pure una pubblicità di mezzo, con conseguente bestemmia.
Elio elimina Manuela per lasciare andare avanti Cassandra.
Mara elimina Cassandra perchè non le piace.
Da notare che ha detto “Non è una decisione facile. Elimino Cassandra” con una prontezza incredibile. Tu pensa se era difficile.
La Tatangelo elimina Manuela perchè si è convinta con l’arruffianaggio di Cassandra. L’avevo predetto.
Ruggeri è il genio della situazione ed elimina Manuela perchè segue ciò che dice Elio.
Piangono, si commuovono, daitiprego mandala dalla sorella e inquadratele! Faccele vedere assieme! SILF SILF SILF! Togli la madre dall’inquadratura! SILF! No, non puoi rovinarci così un sogno, Egidio!
E’ la volta delle new entry.
La prima a cantare è Lavinia per la categoria di Elio, con Sempre.
Lavinia ispira altri Porno-Factor col suo look da bagascia parigina in un film neorealista, col suo fascino anni cinquanta come i soldi che prende a botta.
Elio sceglie delle fighe allucinanti o delle bagasce, ormai s’è capito.
Poi ci sono i Carpe Diem, rimbalzati l’anno scorso, che si presentano per Ruggeri con With you.
Il commento più eloquente è quello dato da Lord of Nothing o Tom che dir si voglia: “Fanno cagare il cazzo. Adesso devo scrostarmi i coglioni, passami l’Anitra wc”.
Ma sul serio questi sono i meglio? Sul serio Ruggeri ce li spaccia come “futuro”?!
Oh, caro vortice dimensionale, puppateli, mangiateli, divorateli e sparali molto lontano da qui, in un futuro dove io non ci sono!
Prendete il fratellino minore di Fabri Fibra, il cuginetto di Marracash con un paio di piercing, una zoccola vestita bene, metteteli dei microfoni in mano, fateli cantare a casaccio ed ecco a voi i Carpe Diem.
La nuova entrata della Maionchi è Dami, con If ain’t got you.
E’ di Prato, questo basterebbe come commento. Si aggiunge che sono quattro anni che ci prova, mostrandoci la clip con la Ventura. E’ ingrassato, si è tagliato i capelli ed è finalmente entrato per cantare sul palco. Checculo.
Tutto sommato non canta male, ma è di Prato.
Per la Tatangelo c’è Alice con At last.
Titolo azzeccato vista l’ora, il vortice dimensionale sta per chiudersi e con lui i miei occhi.
Alice canta bene e viene presentata come timida e maliziosa. Forse se la vestivano da Lolita avrebbero anche fatto una citazione splendida.
Di nuovo l’appello dei giudici.
Mara Maionchi è arrivata alla quarta edizione e ancora non sa dire la lettera X.
“Issfacctor”. Una serie di S e una doppia C.
ICS, Mara, ICS.
Il pubblico sceglie, per uno scarto di venti voti, il tizio pratese.
Dami si butta in ginocchio, piange, si guarda intorno incredulo.
Per favore, qualcuno gli dica che non ha vinto, è solo entrato in gara. No, davvero, o finisce che non capisce come funziona il programma nonostante ci provi da quattro anni.
Il vortice dimensionale si chiude, anche questa settimana, lasciandoci perplessi: è mezzanotte e quarantacinque, più o meno, eppure sembrano le sei di mattina.
Ma come diavolo faranno?
E mentre sto per postare questa cosa, Facchinetti dal suo Twitter personale annuncia di essere appena tornato a casa.
Emozionante, nevvero?