XFactor 4 - VII puntata
Eccoci qua, è martedì e comincia la settima puntata di XFactor, anche se sembra sia già la quindicesima. Caro Vortice Dimensionale, ormai sei così puntuale che meriti il maiuscolo. Puntata light, più corta per via delle partite calcistiche che ci rubano il tempo, le scommesse e i politici italiani. Puntata light anche dal punto di vista di attenzione, sempre più invischiata nel Vortice Dimensionale e sempre meno attenta ai cantanti che oramai non appassionano più, non si rinnovano più, non sorprendono più. Perciò si va per schemi mentali, si ascolta con un orecchio, si messaggia con una mano, si chiacchiera con un solo lato della bocca sbocconcellando cioccolato. L’inizio della puntata è dedicato a Dorina che se n’è andata la settimana scorsa e ancora vuole salire sul palco: l’avevo detto io che faceva la fine di Ambra Marie, senza sdraio ma con una testa corvina. Niente, neppure la commozione [cerebrale?] della Tatangelo mi emoziona, e Dorina continua a non sembrarmi niente di che. I siparietti inutili sul fatto che il giudice dalle sopracciglia improponibili che havintosanremoaquindicianni è rimasto senza cantanti non mi fanno nemmeno provare pietà. Quando finisce tutto ciò? Per altro la Tatangelo si accorge adesso che in televisione vanno avanti i personaggi e i casi umani. Buongiorno stellina! Si passa a Stefano con una canzone di Elisa, ma cantata sottovoce, sussurrata, stonata. Mi rifilano ancora la storia dell’emozione. Poi non mi venite a dire che non ho la vista lunga, anche senza gli occhiali spessi. Elio, vestito da Enrico Ruggeri, presenta Cassandra che canta Malika Ayane. Non la canta particolarmente male, si lascia ascoltare anche se a volte strafà un po’. Intanto possiamo ammirare bene le opere d’arte create con materiale riciclabile. Ci tengo a dire che in camera ho un piatto di plastica tagliato a spirale e dei pezzi di intonaco con gessetto sopra, eppure nessuno mi definisce artista. Anzi! Ma ecco che arriva Davide Efron che vorrebbe farci credere di cantare i Negramaro. Spero vivamente avesse la laringite o una qualche malattia che gli ha fatto sputare le corde vocali da pochi minuti. I giudici parlano di “fare proprie le canzoni altrui”, io vorrei far notare, e ribadire, che canta tutte le canzoni alla stessa maniera, come un Marco Carta con la pronuncia italiana. Ruggeri, per evitare giudizi come suo solito, lo invita a giocare a calcio con la Nazionale Cantanti la settimana prossima, e quindi splendido siparietto dei miei cojones su Davide cantante-calciatore fin da bambino, con tanto di mammà e papà che si commuovono. I Kymera salgono sul palco vestiti da samurai e geisha giapponesi, con tanto di sfondo da giardinetto zen su Windows XP, per cantare una canzone di Tiziano Ferro. Mi arriva un sms di mia sorella: “Ma quello moro è contento perchè ha cantato bene o perchè è vestito da donna?”. Bella domanda. La Ferro non fa in tempo a realizzare di essere finocchio, non fa in tempo a dirlo al mondo, che subito Ruggeri se ne appropria e appiccica questa canzone alla coppietta gay del programma. Dice abbiano pure pianto dalla gioia. Nota da ricordare: Ruggeri definisce Tiziano Ferro un autore di canzoni degno di questi anni e scrittore di libri. E’ il momento dell’ospitone, Enrique Iglesias e la sua monoespressione sofferente, senza più il neo sotto l’occhio e senza manco mezza ruga. Ci canta una canzone dance e poi si siede fra i giudici per commentare, ovviamente solo bene, i prossimi cantanti. Il primo a risalire sul palco è Nevruz, col cappello cowboy e la camminata di John Faccia di Vacca Wayne, per cantare una canzone dei Subsonica. Pausa, ci vuole una pausa. Questo ragazzo mi piace, il suo modo di cantare mi piace, il suo stile mi piace e mi ricorda molto da vicino ciò che ascolto praticamente ogni giorno. Ma…! Stasera non sa di niente. Non canta male, ma canta al livello di tutti gli altri e non spicca più come “strano innovativo shockante qualcosachemiricordichenonc’èsolomerdanelpop”. Non sa proprio di un cazzo. Ci resto male e passo direttamente oltre. A Dami, il pratese dimmerda, è stata assegnata una canzone di Mengoni e io ancora mi chiedo con quale coraggio si possa fare una stronzata simile. Dami canta con acuti a casaccio, con la boria che solo un pratese può avere, fa commuovere i genitori e non riesce a tenere ferme le sopracciglia. Peccato che faccia una canzone diversa dall’originale, pensando di farla uguale. Non siamo ancora in fascia protetta quando mi piazzano sullo schermo Nathalie che, guardando la sua vecchia esibizione, piange e dice “Mi sono vista come un involucro vuoto, riempita di una cosa che non è mia”. Brava Nathalie, ci siamo: questa è una delle frasi che dovrai dire nel mio film, anche con la faccia piena di lacrime, e non solo. Rincarano la dose con “Lei è una persona chiusa” e allora mi volto verso Lord of Nothing e butto giù un dialogo per il porno artistico che un giorno faremo: lei è chiusa, lei è timida, lui le dice “non preoccuparti, ci penso io ad aprirti”. Ai posteri l’ardua sentenza. Finita la clip, parte la canzone sul palco. Mentre canta Pacifico con la Nannini dietro un velo verde e un getto di aria in faccia, mi arriva un sms dall’Ele [che per adesso sarà Micca Corta, o dimmi tu] che mi fa presente che “Stasera Nathalie è un porno piano piano sottovoce come direbbe Marzullo”. Scoppio a ridere e perdo il resto della canzone e del commento. E poi c’è lo scugnizzo napoletano, Ruggero con una canzone di Britti. Alex Britti è un ottimo chitarrista che scrive pezzi inutili, ma del tutto inadatti ad essere cantanti da altri. Eppure la Maionchi decide di farlo. Il risultato è patetico: un ragazzino che non ha nemmeno l’età per bere il caffè, ci parla dei suoi settemila bevuti e di un amore che ha per la sua mano destra. Lord of Nothing decreta che “Ruggero potrebbe giocare a biliardo perchè ha fatto un monte di stecche”. Finalmente salutiamo Iglesias, finalmente si finisce al ballottaggio. La puntata è light. Ruggero e Cassandra vengono piazzati sotto i faretti a fare cavalli di battaglia, canzone a cappella e appello ai giudici. La noia ormai scivola, sottoforma di latte alle ginocchia, verso lidi migliori. Beata lei: io sono ancora inchiodata davanti alla televisione. Entrambi scelgono canzoni con cui rovinarsi la vita, con cui complicarsi la situazione, con cui dimostrare che possono dare di più perchè è dentro di noi, si può osare di più senza essere eroi. Poi i giudici giudicano e, come prevedibile, Cassandra esce. Puntata light, dicevamo, e sempre meno seguita. Talmente tanto poco seguita che a metà della serata Facchinetti ci dice di televotare per far rimanere in gara i cantanti. Il Vortice Dimensionale si chiude, Facchinetti saluta tutti, io spengo la tv. Ho ben sette giorni per prepararmi ad un’altra puntata di XFactor.