XFactor 4 - IX puntata
Dai e dai siamo arrivati alla nona puntata.
Nona.
N-O-N-A.
Sono nove settimane che ci sediamo davanti al televisore a guardare, ascoltare, commentare, provare emozioni come le risate che ci autoprovochiamo con le battute.
Infatti ci beccheremo anche la puntata delle nove settimane e mezzo, dato che Facchinetti non perde occasione per dire che “sabato ci sarà il puntatone”, quella cosa mai mai che non ci si aspettava proprio.
Sabato, ovviamente, non prendo impegni con nessuno che non siano RaiDue e Francesco Facchinetti, anche se mi dovessero fare una puntata speciale sulle canzoni di Natale.
Ma veniamo a stasera.
Applausi vari mi mostrano un Facchinetti con cravatta a righe, modello cresima, che introduce la puntata “nel modo migliore” e subito annuncia l’ospitone della serata: Jamiroquai.
Nell’ordine mi chiedo: è ancora vivo? Canta ancora? Porta ancora il cappello nonostante non sia pelato? Ne avevamo davvero bisogno?
Poi comincia la vera e propria puntata, quella con le canzoni scelte dal pubblico, che è sovrano come diceva la nostra amata Simona Ventura.
Un po’ mi manca. Anche Morgan mi manca.
Mancano di sostanza questi nuovi giudici.
Il primo a cantare è Nevruz, con Rino Gaetano.
Inizio molto accademico (e dico “accademico” solo per fare la figa) e tranquillo, non imitato ma ben ponderato. Poi lo stacco, la versione rock, con tanto di chitarrina finta rotta, spatasciata di fronte ai giudici, davanti a una Tatangelo che quasi scoppia a piangere e chiede se la chitarra fosse vera o giocattolo.
Del resto non se ne intende.
L’unico strumento che sa suonare è il piffero. Di Gigi D’Alessio.
Mi aspetto che Ruggeri citi almeno Hendrix, ma invece mi frega e riesce a dare un commento addirittura intelligente. Sono visibilmente sorpresa.
E’ il momento della clip.
I videoclip dei retroscena vengono posizionati strategicamente, un po’ come i messaggi promozionali: hanno orari fissi e durano quel che devono durare, per non mostrare un bel niente e far annoiare il telespettatore che si alza per andare in bagno oppure cambia canale.
Questa volta si parla di strategie, del fatto che la Maionchi abbia eliminato Davide ma che poi lui sia rimasto in gara nonostante tutto.
Ma davvero ci interessa?
Poi è la volta di Davide Efron, che canta Ligabue. E, dirò, non lo canta neppure male nonostante la laringite.
Mi chiedo che abbia la sartoria: tralasciando il travestimento dantesco di Elio, Davide è stato seriamente vestito a caso. Salopette, camicia bianca e sopra una canottiera dai colori indubbi, cravatta e cappellino di lana che cade a metà esibizione. Che avevano fumato?
Ruggeri ci annuncia il suo gruppo, infilandoci in mezzo qualsiasi cosa come sempre, e parlando di soldati e guerre a cui sono contrari. Seguo poco, lo confesso.
I Kymera hanno la canzone dei Green Day, con una versione lenta e triste e mi fa dormire anche solo cercare di ricordarla. Mia sorella mi manda un sms che dice: “Altro che soldati, questi qua non li pigliavano a fare il militare neanche i Puffi!”.
Francamente non ho capito la loro esibizione, le mani alzate, il vestito da soldatessa, le pistole giocattolo. Chi ha capito, me la spieghi.
Finalmente il momento porno: Nathalie e la canzone della Morissette.
La canta bene, intonata, non urlata e non sotto la luce nevruziana come sostiene la Tatangelo ancora sconvolta dalla chitarra giocattolo, ogni nota è al suo posto.
Con le braccia simil tatuate e il vestitone lungo del colore adatto alle “costellazioni di sperma” (cit.), i capelli più lunghi e si dai prendetela per i capelli e dateci dentro dibbrutto!
Realizzo adesso che ha già nome d’arte pronto, non serve nemmeno che lo cambi.
Realizzo, anche, che in realtà non l’ho mai sentita cantare per bene, poiché ogni volta io e Lord of Nothing ci perdiamo in commenti più o meno volgari su ciò che abbiamo in mente. E a volte sono commenti che non possono uscire dalla mia cucina.
I giudici parlano di bottoni da sbottonare. Hanno capito anche loro come funziona.
Lord of Nothing vede la sorella di Nathalie e dice che sono identiche, praticamente gemelle. Qui partono una serie di idee sui porno con equivoci e gemelli a casaccio. Ci sono già i titoli, ma sono segreti.
Per farci ammosciare d’un colpo solo, prima ci presentano una clip della Maionchi e gli hippy, poi Stefano canta Battiato.
Un deficiente. Un nerd deficiente sotto l’effetto di acidi creati da lui stesso col piccolo chimico, mentre balla e dice uacciù-uàri agitando le manine.
Ha cantanto talmente male, un’esibizione talmente orribile, che manco i giudici sanno come fare.
La Tatangelo resta zitta per quindici secondi e poi dice che non le è piaciuto.
Ruggeri dice che lo preferisce in altri brani che però “si contano sulle dita di una mano, e la mano è finita”.
Elio cerca di sollevare un po’ il morale, e la Maionchi dice che lo ha apprezzato. Zia Mara.
Nella mia cucina ci guardiamo impietriti: io voglio baciare Ruggeri, ho questo impulso incontenibile di doverlo baciare e dimostrargli tutti il mio amore per il discorso che ha fatto. Il mio fido compagno sgrana gli occhi e ripete che ha fatto pietà.
Poi Marika canta la Streisand, canzone assegnata dalla Tatangelo che ricomincia a lavorare dopo un bel po’.
Per carità, la canta bene e tutto, ma ne ho piene le palle di questo genere di canzoni. In più l’hanno vestita come una bagascia appena scappata dal saloon di Zorro, e non ne vedo il senso. In compenso si vede il seno che Nevruz ha più volte nominato. Difatti ci mostrano subito una clip con Nevruz di tre quarti, maglietta aderente a quadretti bianchi e neri psichedelici, due poppe finte a indicare il “pop” di Marika, e l’unica cosa che riesco a pensare è che sembra La Gioconda disegnata dal cugino ubriaco di Andy Warhol.
Infine Ruggero, che canta Elton John e lo fa alla stessa maniera di tutte le altre volte con tutte le altre canzoni: camorra-cabaret, nonostante il falsetto.
La puntata è in versione light a causa del calcio, quindi ci piazzano un talento incompreso russo a caso e passano subito al ballottaggio: Nathalie e Marika.
Tutti e quattro i giudici sostengono che ci sarebbe dovuto andare Stefano, e finalmente lo ammettono così io posso piangere dall’emozione.
Cantano il pezzo con la base, cantano quello a cappella, ci mostrano la loro storia all’interno del loft e poi sbattono fuori Marika per tre a uno.
Tutto talmente di corsa, tutto talmente coi sottotitoli che scorrono, che ancora sono qui col fiatone.
Alla fine la Tatangelo ha smesso di lavorare, farà la parcheggiatrice abusiva di poltroncine all’interno della prossima puntata che, in via del tutto eccezionale, sarà questo sabato.
Speriamo almeno che piova, così ho una scusa migliore da offrire se mi invitano fuori.